Da "Gazzetta Matin" 2006

Arrivederci Charaban
Lo Charaban inteso non più come sinonimo di solo divertimento ma anche come momento di riflessione. Ecco, in estrema sintesi, il conceto fondamentale espresso dal direttore Sergio Jovial nel suo godibilissimo preambolo all'edizione numero trentotto della rassegna teatrale popolare valdostana, tenutasi nelle serate della scorsa settimana al cinema Giacosa del capoluogo e seguita da un pubblico quanto mai numeroso e affezionato.
L'attesa manifestazione inserita all'interno del palinsesto della Saison culturelle 2006/2007 è stata un'occasione per realizzare uno spaccato ironico sulla vita quotidiana dei valdostani sempre più influenzata da problematiche inerenti la tanto decantata modernità.
Nella prima delle quattro pièces: "Le nevaou de tanta Fine", i come sempre encomiabili interpreti hanno posto l'accento sullo spietato cinismo di due nipoti smaniosi di accaparrarsi l'eredità della solo apparentementee vecchia zia, mentre nella "La refèichon... tradichonella" gli autori hanno voluto porre un importante quesito su un aspetto forse troppo spesso trascurato quale quello dell'alimentazione: le nuove tecnologie completamente meccanizzate garantiranno la stessa genuinità e qualità dei cibi un tempo preparati dalle sapienti mani delle cuoche?

"L'assessorà i simplificachon" altro invece non è che la parodia dello stato attuale dell'apparato burocratico in Valle d'Aosta e in Italia, a volte troppo complicato e cavilloso per il comune buon senso, mentre nell'ultima rappresentazione, "La penchon d'invaliditò", viene caricaturato l'artificioso ingegno di certe persone per raggiungere, mediante l'inganno, la pensione d'invalidità. Uno spettacolo che, grazie anche agli apprezzati intervalli musicali proposti dal coro "Voix de la Tour" e da Mile Danna con il suo folk d'antan, ha riscosso il pressoché unanime consenso degli spettatori per una rassegna teatrale popolare che sembra aver fatto breccia non solo tra il pubblico adulto ma anche presso quello delle nuove generazioni. "E? stata davvero una bella serata - afferma Federica, sedicenne di sarre - in quanro le varie rappresentazioni, oltre ad essere divertenti, hanno messo in mostra minuziosamente modi di fare di noi valdostani. Sono rimasta certamente ben impressionata dalla mia prima volta allo Charaban".
Dello stesso avviso Massimo, podista e viticoltore di Saint Christophe, che dichiara di aver presenziato nuovamente dal vivo allo Charaban dopo nove anni: "Non potendo paragonare l'edizione 2006 a quelle immediatamente precedenti, reputo però di avere assistito ad una sceneggiatura degna delle mie aspettative. La fine ironia dei personaggi rimane uno degli elementi cardine della manifestazione".