Da "Gazzetta Matin", 2004

Patoué, eunna lenva retsa de imadze
Per tante persone il biglietto dello Charaban val bene una veglia notturna. E d'accordo che si tratta della veillà, ma aspettare al freddo sotto i portici del municipio dalle 20 fino alle 8,30 del giorno seguente è una bella tirata, da far impallidire i tempi della distribuzione dei buoni benzina all'ufficio all'ufficio Zona Franca di Piazza Narbonne, quando già molte persone erano in attesa da ore antelucane. Nella notte di lunedì scorso, davanti al Giacosa, c'era Mauro, un giovane di Courmayeur, con baffi e mosca, che ammetteva ironico di essersi fatto fregare sul filo di lana da un cognen nella corsa per aggiudicarsi il tagliando di prenotazione numero 1. Sul muro vicino al teatro veniva fissato un drappo rossonero e i giovani Michel e Simon avevano attaccato a suonare la fisarmonica. Michel portava il cappello del suo gruppo folcloristico e calzava i sabot per meglio ritmare i canti "Lo Sindzo di Allein" e "Cielo Incantato". E una coppia piuttosto originale, lui giovane, lei anzianotta ma vispa, si era lanciata in un giro di ballo, mentre cominciavano ad arrivare cesti pieni di bottiglioni, che sarebbero serviti anche da antidoto contro un eventuale brusco abbassamento della temperatura. Poi Michel ha sospeso un attimo di suonare per dire "questa veillà dimostra il nostro attaccamento alle tradizioni valdostane".
Mauro, Paolo e Sergio, un signore arrivato da Donnas, annuivano. E Mauro ha aggiunto "Il successo di questa veillà cresce, perciò speriamo che i politici mettano a disposizione una struttura, tipo quei tendoni che si vedono alla Fiera di Sant'Orso, così il clima diventa meno rigido e più familiare, e soprattutto non si disturba il sonno dei cittadini".
Infatti fino a mezzanotte la festa si mantiene su toni soft perchè al Giacosa proiettano un film, ma scaduta quell'ora l'intensità dei decibel sale e si attivano le "cucine da campo", che sono fornellini a gas per fare la "perbolia" e spuntano budini salcicce formaggi, insomma il meglio dei prodotti nostrani. Tra le centinaia di persone che hanno trasformato i portici del municipio in pista da ballo, ci sono due diciassettenni, Daisy di Cogne e Marie Sol di Valtournenche, patite dello Charaban, ma non gli passa certo per la testa l'idea di diventarne future protagoniste, perchè se manca il talento mica lo inventi. E quando l'orologio segna le cinque arriva Mile Danna con la sua band, per unire la voce delle loro fisarmoniche a quella dei musici già all'opera da parecchie ore. Davvero questa veillà è diventata l'anteprima dello Charaban e sprizza vampate di folclore che l'avvicinano sempre più a quello della Grande Fiera.