Da "Montagnes Valdotaines", 1996

Col successo di sempre, anche nel 1996 la Compagnia dello Charaban ha proposto le sue pièces in patois. Storie come spesso accade di sottile satira, intervallata da siparietti che analizzano a modo loro la situazione del mondo che ci circonda. Tralasciando l'ultima scena (una faccenda di tradimenti assai comune e poco attinente alla nostra pubblicazione) vale la pena di soffermarsi sugli altri due soggetti, particolarmente interessante per il messaggio piuttosto palese. "Lo Braccogné" di Eugenio di Francesco si segnala per la forte carica ironica e goliardica della vicenda. Sapidamente, viene messo alla berlina un certo modo di agire da parte di certi esponenti del Corpo Forestale Valdostano, legati forse ad una applicazione troppo formale delle leggi e dei regolamenti. Un brigadiere con aspirazioni di carriera ed una vecchia guardia vicina alla pensione sono di pattuglia alla ricerca di bracconieri: il primo li vede come terribili ed infami malfattori, il secondo giustifica la caccia di frodo soprattutto in un passato di fame e miseria. Il caso vuole che sorprendano davvero un presunto bracconiere, ma la sua situazione si rivela essere un abbaglio colossale da parte del sottufficiale che si dimostra particolarmente ottuso e troppo legato alle formule teoriche apprese durante i corsi. Non a caso la divisa e i comportamenti richiamano un certo personaggio del quale porta anche il nome: Adolf ! Fra le perle delle trovate, i messaggi radio della stazione forestale.

- Adolf, abbiamo trovato un contadino che sta scavando un ruscello: deve avere il permesso di movimento terra?
- Certo che deve avere l'autorizzazione! E dove le posa le zolle?
- Sul bordo del ruscello.
- Cosa? Fagli subito un verbale per discarica abusiva e scavo non autorizzato!

- Adolf, ho sorpreso un tipo che scalpellava pietre in quota, cosa devo fare? Ha 620 grammi di sassolini nello zaino...
- Sequestra i sassi e fagli un verbale per apertura abusiva di cava!

- Adolf, c'è un agricoltore intento a spargere concime con la botte.
- Sequestra il trattore, la botte e il concime... E già che ci sei preleva anche un campione di letame da fare analizzare. Gli faccio passare io la voglia di concimare quando crede lui! Ci sono tempi e modi definiti dalla legge, non se ha tempo o la concimaia piena!

E via di seguito con aspetti surreali e graffianti. presa di mira immediata la "Forestale", ma evidentemente il bersaglio è più in alto, dato che i poliziotti in grigio verde non fanno altro che applicare la legge. Leggi fatte da altri e sulle quali ci sarebbe molto da dire tanto paiono a volte avulse da ogni contesto storico, culturale, ambientale e... di buon senso!

 

La seconda trattazione, ad opera di Raymond Vautherin, si potrebbe definire crepuscolare: un vecchio che rimane solo nella casa di montagna, i figli che vanno ad abitare in città, anche gli ultimi vicini cedono alle lusinghe delle comodità della pianura, solo il cane rimane a fare compagnia all'ultimo abitante del villaggio. Una situazione purtroppo tristemente vera, lo spopolamento della montagna visto non a grandi numeri ma da una vicenda tutta personale.
Si ride per la bravura dell'interprete e per le battute ironiche, ma su tutto aleggia una tristezza ineludibile. I figli che tornano di rado, e quasi esclusivamente per prendere qualcosa (le lenzuola, i piatti, le salcicce) non hanno il tempo per aiutare il padre a risistemare la barriera contro le valanghe divelta dall'ultima tormenta.
- Farò domanda alla forestale, ci penseranno loro! - E' tutto quanto sanno dire. E la conclusione amara del vecchio: "Un tempo queste cose le facevamo noi, non aspettavamo altri".

Altri progettano interventi mastodontici, investimenti miliardari, lavori che sconvolgono equilibri secolari per soddisfare un malinteso controllo e gestione idro geologica del territorio. Da tutte le parti si continua a parlare delle funzioni del contadino in montagna per la salvaguardia dell'ambiente, ma quante parole al vento! Dovremmo forse ritenerci fortunati quando gli interventi di cui sopra almeno non costituiscono nuovo pericolo e si limitano "solo" a sfregiare inopinatamente la nostra debole Terra...