| |
| |
Da "La Vallée notizie", 1996
Charaban, tutto esaurito ! Ennesimo successo per il Teatro Popolare
Lo Charaban è arrivato alla ventinovesima edizione con uno slancio che
ha bruciano in pochi istanti i biglietti disponibili al botteghino di
prevendita organizzato alla biblioteca regionale di Aosta. Questa sera
alle 21 al Giacosa di Aosta, i componenti della compagnia teatrale
andranno in scena con le tre pièces previste dal programma. Malgrado le
cinque repliche si è toccato il tutto esaurito ed è subito stato
impossibile per gli appassionati poco previdenti assicurarsi un posto al
più classico degli appuntamenti del teatro in patois. Martedì pomeriggio
gli ultimi ritardatari hanno ingrossato la coda ed anche gli ultimi
biglietti sono andati a ruba a breve. Da tempo la crescita in termini di
presenze aveva consigliato agli organizzatori di ampliare il numero di
rappresentazioni che ora sono sei. Domani ci sarà l’atto conclusivo come
di consueto alle 15.
Le pièces proposte quest’anno sono «Lo braccogne» scritta da Eugenio Di
Francesco, tradotta ed adattata da Carlo Jordaney. «Nëte de tempeta» un
dramma di Raymond Vautherin e infine la «Flenna fidela» di Tullio
Cavallero, tradotto ed adattato da Rino Follien.
Un linguaggio schietto ed immediato, una recitazione che offre una gamma
alternata di comicità, di ironia sulla società in cui viviamo, ma anche
di riflessione sui temi di volta in volta attualizzati. Un mix di
tradizioni riportate in scena in un continuo confronto con i modelli di
oggi. Una dimensione che supera dunque l’aspetto puramente teatrale, per
divenire ricerca all’interno della cultura e della storia valdostana. Il
tutto offerto con sapienza al pubblico che può così apprezzare e
divertirsi. Così nasce un successo che di anno in anno non fa che
ingrossare le fila degli appassionati del teatro popolare in patois.
Lo Charaban è inserito nel calendario della Saison Culturelle, pur
mantenendo una sua autonomia che riguarda anche la vendita dei
biglietti. Carlo Jordaney che cura la direzione artistica, Rino Follien
direttore di scena, Mile Danna e Flavio Albaney si adoperano di anno in
anno per mantenere il feeling di questo spettacolo con la gente.
«Abbiamo incrementato il numero delle rappresentazioni – dicono in
responsabili dello Charaban. Forse si dovrà ancora ampliare l’offerta di
spettacoli o forse dovremmo avere a disposizione uno spazio più ampio
per valorizzare il teatro popolare. D’altronde si tratta di una
possibilità giustificata da un successo costante che è sotto gli occhi
di tutti. A fronte della situazione venutasi a creare in questa edizione
potremo valutare in che modo muoversi nella prossima edizione. Il
prossimo anno rappresenterà un significativo anniversario: 30 anni di
Charaban. Certo il modo migliore per festeggiare sarebbe quello di non
lasciare a bocca asciutta nessuno spettatore appassionato, magari in un
teatro capiente».
Se è solo un sogno, speriamo che la finzione scenica possa nel breve
periodo tradursi in una realtà tanto attesa da tutti i valdostani. |
|
|
|