da "Gazzetta del Popolo", 1966

Le prenotazioni per quattro sere esaurite in poco più di quarantott'ore. Lo "Charaban" , il Teatro regionale in "patois", è riuscito a tanto. Dopo i successi degli anni scorsi e quelli delle prime sere, sono state fatte così numerose richieste di posti alla direzione del teatro "Giacosa", che se fossero state tutte esaudite, avrebbero provocato un "tutto esaurito" per almeno dieci-dodici giorni.
Bisognerebbe poter disporre di un teatro di capienza maggiore (almeno 2000 spettatori per sera), e allora - facendo una settimana di spettacoli- potrebbe essere accontentata una buona parte degli appassionati del teatro popolare dialettale.
Lo "Charaban", pur nella sua arguzia, ha saputo mantenere la satira in limiti contenuti e si è espresso sempre con una castigatezza che lo fa amare più ancora dalla gran massa del pubblico.

Bravissimi gli attori della "vecchia guardia": Piero e Cornelio Vietti, Tiuccio Bus, Emile Danna e le sorelle Piera e Caterina Bovio. Essi sono ormai all'altezza dei migliori attori del teatro dialettale delle altre regioni d'Italia. Bravi pure i giovani ed i meno giovani che rispondono ai nomi di Josette Corino, Rosella Grosso, Mira Vietti, Ferdinando Lillaz, Walter Désaymonet, Aurelio Marcoz, Giocondo Festaz.
Molto bene le scene allestite da Franco Balan. Tutti riusciti gli atti unici, di cui quattro farse e un dramma, "27 Juillet 1865". Quest'ultimo ha ripetuto ad Aosta il successo ottenuto al Breuil l'estate scorsa in occasione delle celebrazioni per il Centenario della prima ascensione al Cervino.
Gli effetti scenici preparati dal dinamicissimo Cornelio Vietti sono stati veramente efficaci ed hanno contribuito ad accrescere ancora l'ilarità della briosa farsa intitolata "Catàro et la tirapìa moderna".
La presenza dei "frustapot de Gressan" guidati da Alberto Diémoz e della fanfara dei "Joueurs du Charaban" hanno ulteriormente fatto apprezzare questo spettacolo.