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Da "La nuova stampa",
1958
Lo Charaban, era un
carro usato un tempo dai valdostani per il trasporto delle persone e
che, in particolari occasioni (Carnevale e feste patronali) veniva
sgomberato dalle panche per far posto ad attori dilettanti che
improvvisavano una recita, oppure ai musicanti per il ballo sulla piazza
del Paese. Sotto questo nome, è ora nato il Teatro popolare valdostano
in patois, che ha avuto ieri il suo primo debutto e che si ripresenta
agli aostani.
E' un'iniziativa
questa, del teatro popolare, che seppure sorta per l'entusiasmo di
alcuni studiosi del patois (primo fra tutti l'insegnante Renato Willien),
non sembrava dovesse suscitare tanto interesse, così che gli stessi
promotori si erano mossi con cautela. La loro prima uscita è stata
invece un trionfo, con una partecipazione di pubblico veramente
imponente: il Teatro comunale si è riempito in ogni ordine di posti come
mai era accaduto, e varie centinaia di spettatori hanno dovuto
accontentarsi di rimanere in piedi.
Gli autori dei lavori
rappresentati hanno attinto l'idea per i soggetti dalla vita reale dei
vari villaggi della regione, soffermandosi particolarmente sui fatti più
curiosi ed umoristici, poiché il teatro popolare vuole appunto portare
tra i montanari una nota di gaiezza.
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